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L’intervento pubblico tra diritti fondamentali e razionalità economica. Disfunzioni democratiche e funzioni amministrative come esercizio della sovranità popolare, Wolters Kluwer CEDAM, 2020

Il lavoro si propone di indagare – collocandola nel più ampio dibattito sui presupposti, sulle forme e sui limiti dell’intervento pubblico – la disciplina della finanza pubblica a partire dai problemi posti dalla sovranità nel contesto giuridico-istituzionale eurounitario e dalla crescente conflittualità tra tutela dei diritti sociali e vincoli di spesa. Partendo dall’analisi della costituzione (macro)economica europea e delle implicazioni di quest’ultima sugli ordinamenti interni, lasciando sullo sfondo il tema delle disfunzioni dello Stato pluriclasse segnalate da Massimo Severo Giannini, la ricerca si sofferma sull’assoluta centralità degli istituti posti a presidio degli interessi finanziari della collettività e (sul piano sovranazionale) della stabilità finanziaria ai fini della comprensione delle complesse dinamiche istituzionali e di trasformazione in corso, ponendo altresì in luce – con riferimento al potere condizionante che essi spiegano rispetto alle decisioni di finanza pubblica – la loro funzionalità ai fini del pieno esercizio della sovranità popolare e dell’attuazione stessa del paradigma costituzionale garantista. Nella prospettiva giuseconomica suggerita dall’autore, infatti, dal richiamo contenuto nella costituzione europea alla razionalità economica – esemplificata nei principi della concorrenza (contenuto microeconomico), delle finanze pubbliche sane e della stabilità monetaria (contenuto macroeconomico) – conseguirebbe invero un rafforzamento della sovranità popolare nei confronti dell’esercizio del potere politico-amministrativo, risultando l’efficienza dei processi decisionali pubblici la condizione essenziale e sostanziale della tutela in concreto dei diritti fondamentali della persona, ponendosi altresì quest’ultima quale base di partenza per un ripensamento del diritto pubblico come dialogo razionale e dell’amministrazione come argomentazione della sovranità popolare.


La democrazia costituzionale tra potere economico e sovranità popolare. Alcune implicazioni teorico-giuridiche del processo di integrazione europea, Editoriale Scientifica, Napoli, 2020

La democrazia costituzionale non gode certo di buona salute. Se poi lo sguardo si allarga al continente europeo e alle dinamiche del processo di integrazione, tale preoccupante stato di salute assume contorni ancora più foschi. Il lavoro affrontata alcuni dei problemi posti dall’integrazione europea sul terreno dei rapporti tra politica ed economia suggerendo – a partire dalle tesi ordoliberali, reinterpretandole alla luce della public choice e del giuspositivismo post-hartiano di MacCormick, Weinberger, Ferrajoli, Atienza, Alexy e Dworkin – una possibile lettura della costituzione (macro)economica europea come strumento per il rafforzamento della sovranità popolare, da cui deriva un preciso ordine giuridico incentrato sulla razionalità economica e i diritti fondamentali. Attraverso le lenti del neoistituzionalismo ed il contributo della public choice, la ricerca intende altresì segnalare le gravi carenze della politica oltre che sul piano sovranazionale su quello interno, con particolare riferimento alle sue responsabilità in ordine all’adeguatezza dell’ordine giuridico-politico rispetto alle dinamiche socio-economiche.

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